cucina italiana

come-conservare-tartufo-bianco

Tartufo bianco: come si consuma e conserva

I tartufi bianchi sono funghi ipogei sotterranei non coltivabili.
Si può trovare il tartufo bianco tra le radici di diversi alberi, principalmente si tratterà di un rovere, pioppo, tiglio, nocciolo, carpino, cerro e farnia. Viene raccolto da fine Settembre fino ai primi di Gennaio, e  a cavallo di Ottobre e Novembre si tiene la fiera internazionale del Tartufo.
Il profumo caratteristico ed unico lo rende il sogno e la passione di tutti gli amanti della buona cucina.
Associato da sempre ad Alba, è diffuso, in quantità ancora maggiore, nel Sud del Piemonte, nella zona comunemente denominata Langhe.

Tartufo bianco: come si consuma e conserva

Come si conserva il tartufo d’Alba

Il tartufo si conserva avvolto in un panno umido chiuso in un contenitore di vetro in frigorifero ad un temperatura tra i 3 e i 6 gradi centigradi. Un tartufo fresco così conservato si mantiene circa una settimana anche se è consigliabile consumarlo prima.

Come si pulisce un Tartufo bianco

Il tartufo deve essere pulito delicatamente con una spazzola per asportare la terra che potrebbe ricoprirlo sotto acqua fredda. Quindi occorre asciugarlo con cura e consumarlo dopo una decina di minuti circa.

Come usare il tartufo Bianco in cucina

Il miglior modo per gustare il tartufo bianco è consumarlo a crudo, tagliato con l’apposito tagliatartufi, su piatti non troppo elaborati e dal sapore tendenzialmente neutro, quali tagliolini, uovo fritto, battuta di fassona, fonduta di formaggio.
Infatti il tartufo bianco è un condimento non un ingrediente. Non va mai cucinato perché il calore del fuoco lo distruggerebbe.
Pertanto una volta preparata la nostra fonduta di formaggi, piuttosto che un bel piatto di tagliolini al burro fuso, o un risotto alla parmigiana, affettatelo sottilissimo e spargete le scaglie sopra il vostro piatto.
Il calore non eccessivo del piatto permetterà al prezioso tubero di sprigionare tutto il suo aroma.