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Serralunga d’Alba

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Deve il nome alla particolare conformazione, con una striscia di casupole che si seguono lungo il fianco di una collina, alla stregua di una sorta di serra. Da vedere, però, Serralunga offre a chi vi arriva per caso o volendolo, un paesaggio incantevole, tante aziende enologiche di assoluto livello ed un castello che ha pochi eguali nell’intera regione.

Origini storiche

Un castello ed un groviglio di case che vi si inerpicano attorno. La storia di Serralunga d’Alba è quella di centinaia di altri borghi medievali, sorti in una posizione rialzata, per evidenti ragioni di sicurezza e controllo del territorio circostante. Tanto che prima dell’abitato, al suo posto esisteva una torre di avvistamento, dapprima ad uso dei marchesi del Vasto e Del Carretto e successivamente della città di Saluzzo.
Per registrare l’esistenza di un villaggio, invece, occorre attendere sino gli inizi del XIV secolo, quando, anche a vantaggio del confinante castello di Barolo, si decise di erigere una nuova struttura difensiva. Una sorta, per essere più precisi, di linea difensiva, visto che il nuovo maniero si collocava in una sorta di diligente allineamento, con le fortezze di La Volta, Castiglione Falletto e il già citato Barolo.
Sorprendente come tra gli scopi di questo sapiente allineamento di rocche esistesse anche una precisa ragione di comunicazione, con la trasmissione di segnali che avveniva da un maniero all’altro, utilizzando drappi o fiaccole, a seconda che si fosse di giorno o di notte.

E il castello eretto a Serralunga, laddove si ergeva una precedente torre difensiva, per volere di Pietro Falletti, si rivelò davvero un formidabile baluardo, se si pensa che gli unici a riuscirlo a espugnare sarà l’armata spagnola, e ben 250 anni dopo la sua originale costruzione.
A protezione del varco primario, infatti, erano poste, non solo una solida cinta muraria, ma anche un ampio fossato, un portone ligneo e l’immancabile porto levatoio.

Cosa vedere a Serralunga

Impossibile, ovviamente, non partire dal suo castello.
Ad introdurlo, lungo l’unica strada selciata che vi conduce, una serie di case e villette, alcune delle quali restaurate con raffinato gusto.
L’accesso al castello presenta orari differenti a seconda del periodo dell’anno. Per chi voglia, e sarebbe assurdo non farlo, visitarlo è sempre consigliabile accertarsi degli stessi o andando sul sito o chiamando precedentemente lo o173/613358 o inviando una mail a info@castellodiserralunga.it. La struttura, inoltre, è aperta anche a visite didattiche e presenta anche la possibilità di affitto per alcuni spazi, opzioni esercitabili sempre contattando i relativi indirizzi telematici.

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(Nell’immagine si nota chiaramente la diversa impostazione delle Torri)

Un castello da vedere, dicevamo, in primis a causa della sua unicità: si tratta di un Donjon francese, una rocca ossia caratterizzata da una figura architettonica prevalentemente d’oltralpe e raramente presente nello Stivale.
A colpire immediatamente, la sua particolare verticalità, originata dalla volontà di conferire lustro ai suoi proprietari, ma anche nata dalla volontà di controllo sulle attività sottostanti, visto che il castello nasceva non solo per fini militari, ma anche per assolvere una sorta di funzione istituzionale-economica.
Una struttura che ha mantenuto pressoché inalterata il suo originario aspetto, costituito da una sorta di elementi eterogenei: il “Palacium”, blocco che svetta su gli altri e contiene una serie di ampie stanze che si succedono in verticale, una torre quadrata che vi sta dietro ed un torrione cilindrico, contraddistinto per i caratteri peculiari delle fortificazioni trecentesche.
Tre costruzioni differenti che ne giustificano l’appellativo che i locali nel corso dei secoli gli affibbiarono “le tre cioche”.
A completare la fortezza non manca una piccola cappella annessa, sormontata da volte a botte e ornata finemente da una serie di pregevoli affreschi quattrocenteschi di autore ignoto. In particolare, per il fortunato visitatore che vi transita, da non perdere il martirio di Santa Caterina d’Alessandria, con l’immagine della santa egiziana accanto a quella di S.Francesco, oltre ad affreschi dedicati a San Antonio da Padova e San Giovanni Battista, mentre l’immagine dell’Agnus Dei campeggia sul fondo.

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(Nell’immagine la pianta del maniero di Serralunga – Credits by Geomart.it)

Mattoni a vista che si susseguono con continuità a rivestire le imponenti pareti, spezzati unicamente, nella parte superiore, dalle poche  finestre mono e bifore.
All’interno attrazione principale per il salone denominato dei Valvassori, sormontato da un raffinato soffitto a cassettoni, mentre a terra la terracotta fa da padrona.
Un salto lo merita anche la chiesa parrocchiale, consacrata in onore di San Sebastiano. Seppure relativamente recente, si tratta di un edificio di fine 800′, apprezzabili le tele all’interno, opere dell’autore albese Fedele Finati, così come la tavola lignea, posta sull’altare centrale, avente per oggetto di due Francescani intenti nell’adorare il Crocifisso.

Altra destinazione imperdibile quella della tenuta Fontanafredda. Al di là delle tante occasioni eno-gastronomiche, merita una visita anche solo per la possibilità di impegnarsi in una rilassante passeggiata nel Bosco dei Pensieri, una sorta di labirinto fatato, un percorso contemplativo dove lasciar correre i propri pensieri, camminando nell’ultimo bosco ancora esistente nella Langa del Barolo, all’ombra di noccioleti, piante secolari e schiere infinite di filari. Si tratta di un cammino strutturato in 12 tappe, in cui ogni fermata prevede una panchina per la sosta e un duplice segnale, uno legato alla descrizione di elementi paesaggistici, l’altro contenete una citazione famosa, legata ad uno specifico tema.
Sempre all’interno della struttura di Fontanafredda, inoltre, tante le occasioni e gli eventi culturali allestiti dalla Fondazione E. di Mirafiore, essenzialmente articolati attorno a tre direttrici: una quella letteraria, realizzata attraverso passeggiate letterarie all’interno del Bosco poco fa citato, una seconda via legata alla memoria della Resistenza Storica, tenendone vivo ricordi e attualizzandone i valori, infine i tanti progetti destinati ai più piccoli.
Per essere al corrente del programma della Fondazione, la cosa più utile, naturalmente, è quella di far ricorso al sito della Fondazione stessa.

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(Una delle tante passeggiate letterarie organizzate a Fontanafredda)

Cosa fare a Serralunga

Feste patronali, eventi e manifestazioni

Ovviamente, viste le ridotte dimensioni di Serralunga, le principali occasioni e gli eventi più prestigiosi che la coinvolgono sono legati al Castello che ospita.
Ciononostante ugualmente si celebra una festa che si svolge, di norma, a cavallo di Ferragosto e che prende il nome di Festa d’Estate. Si tratta di un’occasione di svago, ma che non presenta particolari peculiarità rispetto alle tante feste stagionali che si tengono in zona e che non prevede particolari occasioni eno-gastronomiche che abbiano per protagoniste le eccellenze locali.

Dove mangiare a Serralunga d’Alba

I migliori ristoranti in Serralunga d’Alba

Nonostante parliamo di un centro che non raggiunge i 900 abitanti, sono moltissime le possibilità offerte da Serralunga a chi decide di fermarsi per mangiare.
Il solo sito comunale ne indica parecchi, per ognuno indicando contatti utili, indirizzo e telefono.
Palma d’oro, naturalmente, per la stella Michelin Guido Ristorante. Si tratta di un nome, che da quasi 60 anni, seppur prima accostato al comune di Costigliole d’Asti, evoca qualità massima e gran cucina.
La storia di Guido Alciati e la moglie è quella di due autentici precursori che sin dal 1960 avevano compreso che la straordinaria ristorazione piemontese andasse svecchiata e ancor più esaltata, attraverso una proposta più snella, moderna, facendo sempre leva, però, su stagionalità ed eccellenza negli ingredienti.
Quando il tempo si fa brumoso, ampio utilizzo del tartufo, bianco in primis ma anche nero, nelle sue preparazioni più riuscite: carpaccio di fassone, uova in camicia, tagliatelle ai 40 rossi e anche una sfiziosa salsa utilizzata per guarnire guancia di vitello. Naturalmente trovano spazio anche gli altri grandi classici della tradizione culinaria di casa dal vitel tonnè agli agnolotti al sugo d’arrosto, dalla Finanziera al baccalà al forno, per terminare con i tanti secondi, che al tradizionale pollo (al limone e all’Arneis) vedono affiancarsi anche i meno frequenti Capretto e Faraona.
Dolci non meno straordinaria, con il fiordilatte mantecato da provare, per una spesa che, in considerazione di locale e menù, è impegnativa ma assolutamente giustificata.

 

(Una suggestiva immagine di una saletta da Guido)

Sempre all’interno della splendida Tenuta Fontanafredda non mancano anche altre soluzioni quali quelle offerte dal Garden del lago, scenario pittoresco dove tenere party in grande stile, potendo sfruttare anche l’ampio giardino esterno per aprire con aperitivi o stuzzichini.
Sempre della stessa grande famiglia il Ristorante Castello, distante meno di una mezz’oretta da Serralunga. Fil rouge a unire il  Castello, il macchinista del vapore, quel Paolo Decio scoperto e valorizzato da Ugo Alciati, la stessa attenzione per il particolare ed il buon gusto sia a tavola che attorno e, così come a Serralunga, uno splendido maniero che si staglia sul cielo delle Langhe.
Sul sito,  per gli amanti del magico tubero, una voce che elenca tutte le proposte a base di tartufo, ma anche i tanti altri piatti che nascono dall’incontro dell’eccellenze regionali: Vitel Tonnato, Raschera d’alpeggio,  e poi ancora funghi, castagne, lardo d’Arnard, gli immancabili “plin”, stracotto di vitello e coniglio alla cacciatore. Non mancano, però, per chi al certo preferisce il veleggiare sulle onde della scoperta, proposte meno commerciali quali gli agnolotti al baccalà,il risotto alga kombu e zenzero o il Rombo accostato ai Porcini.
Tacendo della selezione finale di formaggi e dolci, insomma, un locale dove andare a colpo sicuro.
Sempre rimanendo su un target medio-alto, per chi non ama mangiare solo bene, ma ama farlo nel contesto giusto, ecco La Rei, tempio gourmet del resort, il Boscareto&Spa dove si trova.
Agli ordini di chef Tesse una brigata giovane e vogliosa di farsi strada nel panorama della ristorazione nazionale, e impegnata nel proporre i cavalli di battaglia della tradizione gastronomica del territorio in una nuova veste, non per questo rinunciando agli autentici sapori di un tempo. Il  tartufo, stagione permettendo, ha un suo specifico menù, ma anche per chi non lo ama, c’è solo l’imbarazzo della scelta: tra gli antipasti menzione particolare per la battuta al coltello,  Uovo alla Valpellinentze, arrosto di Foiè Gras o Sgombro cotto su pelle, cime di rapa, ribes nero, acciuga di Spagna; tanta roba anche nei primi con, accanto agli immancabili Tajarin proposti con un esemble di capppone, limone di riviera e cavolfiore, ma anche invitanti cappellacci, risotto alla zucca con Verde di pecora, levistico e gremolada, Lumache di Cherasco al gratin e, infine, chicca i Corzetti Novesi, con  funghi di campo, broccoli, spinacino, Moules de bouchot.
Non consueta la proposta sui secondi, dove si segnalano un diaframma di Angus, al pepe di Sichuan, qinoa croccante e caffè, ma anche il Daino, un piccione al cavolo viola, fegato grasso d’oca e Kumkuat, ma non manca il pesce come nel caso della Ricciola o del merluzzo al bagnet rosso. Delicati i dolci, sempre inspirati alle dolcezze locali.
Prezzo importante, ma ne vale la pena.

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(Gli ambienti sobriamente eleganti dell’Osteria Tre Case)

Per chi vuole rimanere in Serralunga, come dicevamo, le possibilità non si esauriscono di sicuro con Guido. Scendendo di prezzo (siamo sui 40-50 euro) ma non di gusto, tanti gli elogi raccolti dall’Osteria  Tre case o dal Flauto Magico. Il primo rappresenta un piccolo gioiello nascosto a due passi del castello. In un locale minimal, capace di coniugare egregiamente elementi tradizionali, legno e pietra, in una veste più informale, anche qui tartufo protagonista con la buona stagione, ma non mancano i tanti antipasti nostrani, i Tajarin, le carni di qualità, i preziosi dolci… Per prenotazioni o info, basta andare sul sito del ristorante.
Sempre all’ombra del Castello, ottime recensioni anche per il Flauto Magico, in onore dell’amato (da Gianpaolo, musicista e proprietario) Mozart, locale  in cui immersi in un’atmosfera  elegantemente familiare, dagli echi  bohémienne, talvolta trasportati dalle note di un piano, si possono assaggiare gran parte delle specialità locali, spendendo il giusto e comunque senza mai svenarsi. Imperdibili le salsicce al Nebiolo, ma non meno da provare  i peperoni in bagna cauda, la lingua al bagnetto, il cinghiale in salmì e chi più ne ha ne metta. Buona la carta dei vini.

Andando in via Mazzini, si mangia bene anche alla Trattoria Cascina Schiavenza. Cucina di tradizione e vini propri (anche in vendita), ovviamente potendo anche farsi spolverare, l’ottima carne cruda o i ravioli al plin, di una buona grattugiata di tartufo. Ancor più trattoria il Ristorante Italia, sito in Piazza Maria Capellano 3, luogo che incarna alla perfezione la vecchia trattoria langarola di un tempo e, con egual successo, offre ai propri clienti la bontà e la genuinità dei piatti di un tempo, con impiattamenti che hanno poco da invidiare a ristoranti molto più titolati.
Battuta di fassone, Tajarin, peperoni con bagnacauda, tortino alle verdure con fonduta e tutti i must della “piemontesità” a tavola. Tartufo su prenotazione.
Uscendo un attimo dal concentrico, in località Baudana, eccoci al Ristorante Albergo Antico Podere Tota Virginia, struttura nella quale, come vedremo meglio in seguito, è possibile anche pernottare.
Chi, però, è mosso solo dal desiderio di accontentare il palato, qui potrà entrare in una corrispondenza di amorosi sensi con tutto il repertorio piemontese, con un antipasto caldo delle Langhe da non perdere, come del resto i Tajarin, il tortino alla salsiccia di Bra o il brasato al Barolo, naturalmente, su richiesta, non manca il tartufo. Massima l’attenzione riservata alle carni, solo esclusivamente il meglio dell’allevamento locale, con il meglio del bovino piemontese, ma anche il coniglio grigio di Carmagnola e maialino iberico, così come massima qualità e varietà nell’offerta di formaggi tipici.
In Borgata Parafada, infine, ecco la Rosa dei Vini, location informale, consigliata a chi privilegia la sostanza alla forma. Tartare di cruda, soufflè alle verdure al formaggio di Castellinaldo, agnolotti al plin, stracotto alle nocciole. A completare la buona offerta, anche una generosa lista dei vini, una vista mozzafiato sulle colline e la possibilità, se si è alzato troppo il gomito, di dormire in loco.

Il sito di Serralunga, inoltre, nella sua corposa lista di ristoranti, cita anche il Cappalotto, buon agriturismo dove poter pranzare con soddisfazione, così come oltre a dormire, si mangia anche al Ristorante Castello, in località Baudana, locale dove saziarsi senza svenarsi e, infine, la Taverna del Re, bistrot costola di Guido Ristorante, che trova casa nella magnifica Villa della Contessa di Mirafiori, consentendo a chi non vuole accendere un mutuo per

 

Dove dormire a Serralunga d’Alba

I migliori alberghi in Serralunga d’Alba

Partenza, ca va sans dire, con il Boscareto Resort & Spa, struttura da sogno che sorge nell’incanto delle Langhe. Oltre al ristorante stellato La Rei, di cui abbiamo già parlato, il complesso del Boscareto consta di un Resort da sfregarsi gli occhi, moderni e spaziosi spazi per meeting e conferenze e una Spa, La Sovrana,  degna di un sultano.
Sei tipologie di stanze a disposizione, diverse per spazio e arredamento interno, ma tutte accomunate dalla stessa qualità di confort e dalla maniacale attenzione al dettaglio.
Non meno propensione all’eccellenza quella che si respira alla Spa interna. Completamente immersa dall’abbraccio di uno sterminato ondeggiante filare di colline, al piano superiore, la magnifica Sala delle Acque, area relax composta da piscina riscaldata e vasca idromassaggio, per una remise en forme che si integra della palestra adiacente, interamente attrezzata con macchine Technogym.
Dopo aver fatto le nostre bracciate in compagnia dei vigneti dietro le vetrate, ci si asciuga nel solarium esterno, con tanto di salottino en plein air.
Le profondità de La Sovrana, inoltre, racchiudono gemme altrettanto preziose, con l’area inferiore in cui gli ospiti del Boscolo possono concedersi ogni tipo di massaggio e trattamento ayurvedico, quando non rilassarsi, in tutta tranquillità, facendosi viziare da un percorso benessere che alterna sauna finlandese, frigidarium e bagno turco aromatizzato a docce emozionali e di reazione. ovviamente l’offerta del resort si completa anche di un angolo make-up a disposizione di chi vuole valorizzarsi al meglio, magari sorseggiando una delle tante tisane rilassanti a disposizione degli ospiti.

 

(La splendida piscina interna al Boscareto)

Ovviamente, seppure con qualche confort in meno( ma spendendo in egual misura), come abbiamo già accennato affrontando la ristorazione locale, Serralunga offre molte altro in termini di ospitalità.
Sono molti  i ristoranti che, oltre a regalare un’estasi gastronomica, possono anche offrire ai propri commensali, una sistemazione per la notte o per soggiorni anche più lunghi.
Uni di questi, ad esempio, è l’albergo ristorante Italia, che dagli anni venti del 900′, quando rappresentava la locanda di riferimento in paese, dava alloggio ai tanti turisti che vi arrivavano per sottoporsi, invece che alle terme, all’ ampeloterapia (da ampelo che significa uva), una pratica che al posto delle acque vi preferiva i frutti delle vigne.
Qui, al posto dell’acqua gli si preferivano gli acini, ricchi di antiossidanti e ideali per una terapia dietetica
(comunque da seguire sotto controllo medico, soprattutto per chi soffre di glicemia elevata) che favorisca un naturale processo di depurazione dell’organismo.
A testimoniare, inoltre, la storicità di tale locale e la sua centralità nella storia di Serralunga è qui, nel 1967, che si riunì il primo capitolo dei Cavalieri fondatori del Tartufo e dei Vini d’Alba, i quali redassero statuto e finalità, pranzandovi con un menù che più piemontese non si poteva.
In un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato, ora troviamo un albergo a tre stelle, che dispone di 8 camere, dall’arredo sobrio e classico, seppure dotate di tutti i moderni confort, dei quali non riusciremmo più a fare a meno.
Completano l’offerta un ascensore interno e relativo accesso per ospiti con disabilità, mentre la colazione, all’insegna della genuinità, si consuma sui tavoloni in legno della vecchia osteria.
Sempre Tre Stelle, seppure fuori dall’abitato principale, in località Baudana c’è la Trattoria del Castello, che in un contesto familiare, offre ristoro con le sue 7 camere spaziose e minimaliste, immerse nel silenzio e pace che solo location del genere possono riservare. Ampio terrazzo con panorama sui vigneti e prezzi assolutamente contenuti, per un week-end lontani dal caos della città.
Stessa tranquillità di cui si gode all’Antico Podere Tota Virginia, ma, come potete verificare dal sito ufficiale, con qualche lusso in più. Sono 13 le rooms a disposizione, 5 Confort, 5 Superior e 3 Junior Suite, tutte gratificate dello stesso splendido panorama, di piscina e Langhe, e tutte accomunate da un arredamento elegante e confortevole.
A certificare il livello superiore della struttura basterebbe un cenno all’attenzione riservato ai vini. Due spazi consacrati a Bacco, con un’intera parete nella sala principale, mentre un moderno e supersofisticato “infernot” custodisce più di 2000 etichette da tutto il mondo, la cui fragranza è assicurata da un sistema di controllo di temperatura e umidità, tale da consentire  di servire le bottiglie alla temperatura ottimale, esaltandone pienamente sapore, proprietà organolettiche, aroma e sentori.

Tour enogastronomici a Serralunga d’Alba

Anche su questo versante partenza d’obbligo con la tenuta Fontanafredda. Basterebbe la semplice storia che ne ha determinato la nascita e che ne ha segnato la consacrazione, per giustificarne una visita: si tratta, infatti, di una struttura che nasce come cadeau che un Re ( Vittorio Emanuele II, per l’esattezza) fa nel 1858 all’oggetto del proprio amore clandestino, la bella Rosin e che da quel momento porterà alla nascita dei Tenimenti di Barolo e Fontanafredda e alla conseguente vinificazione di un Barolo, destinato a diventare icona del grande vino italiano.
Da quel momento inizia una storia di successo enologico, seppur intervallato da non pochi ostacoli, che di mano in mano, vede Fontanafredda, nel 2017, conquistare il titolo di European Winery of the Year da Wine Enthusiast Magazine.
Innumerevoli le ragioni per una visita al Fontanafredda, come abbiamo già visto, ma tra le tante, non si può prescindere dalla presenza di cantine considerate tra le 100 più belle del pianeta. Si tratta di un viaggio unico tra i meandri di  maestose cantine ottocentesche, al cospetto di imponenti botti di rovere, barriques e tini di cemento,  sapientemente utilizzati all’affinamento dei grandi vini rossi delle Langhe, in primis sua maestà Barolo. La visita, però, è soggetta alla prenotazione. Vai qua per prenotare.
La struttura, inoltre, propone ai visitatori anche un fornitissimo shop, la Bottega del Vino, dove poter degustare ed eventualmente acquistare una bottiglia tra le migliaia disponibili, ovviamente con un occhio di riguardo alla produzione Fontanafredda e MirafioÈa non solo, la Bottega del Vino, infatti, si propone anche di promuovere cultura del buon bere, ed è per questo che, al suo interno, troviamo una biblioteca tematica, dove poter approfondire la nostra conoscenza enologica, potendo acquistare, eventualmente, anche i volumi che desideriamo possedere nella nostra libreria di casa.

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(Le imponenti botti che vi attendono alla Vigna Rionda Massolino)

Non si esauriscono con il Fontanafredda, naturalmente, le cantine che meritano una visita a Serralunga. Massolino Vinery, ad esempio, è una di queste. La trovate in Piazza maria Cappellano, 8 e vi permette, dopo aver visitato le diverse sale di vinificazione e affinamento, di effettuare degustazioni diverse ( di base 5 tipi, tra bianchi e rossi), come prezzo e genere, spaziando dal Barbera al Moscato, finendo con l’immancabile Barolo, senza mai in ogni caso spendere un occhio della testa.  Cantina accessibile a tutti, grazie l’ascensore interno, e terrazza panoramica che vale il prezzo dell’ingresso. Per prenotare questo il sito.
Ugualmente da fare ad ogni costo una escursione alla Tenuta Cucco che ci attende in Via Mazzini, per farci, all’interno di un’accoglientissima sala degustazione, il meglio della propria produzione. Ad un prezzo contenuto, la possibilità di vedere soddisfatta ogni domanda in tema di grappoli, una bellissima passeggiata tra i vigneti, conclusa con una merenda sinoira, a base di salumi e formaggi, potendo soddisfare il palato con una mezza dozzina di prodotti di qualità.Per saperne di più, ecco i riferimenti.

Barolo, barolo e barolo quello che vi aspetta anche alle Cantine Schiavenza, dove toccherete con mano la passione che anima, da anni, questi maestri produttori.
Che vi pranziate o meno, imperdibile la degustazione che, abitualmente almeno, si apre con assaggi di Barbera, Dolcetto e Langhe. Il piatto forte, però, arriva alla fine, quando il palcoscenico è tutto per i Baroli, via con il Barolo di Serralunga d’Alba d.o.c.g. e poi luci su quelli PRAPO’, BROGLIO e CERRETTA. Chiusura con il botto con quello CHINATO.
Dello stesso livello o più ruspanti nella location, ma  non meno qualitative nella produzione, meritano altresì una scappata l’Azienda Agricola Gabutti, la cantina Luigi Pira, la Bioca e le vigne di Germano Ettore.