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Nizza Monferrato

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Nissa Monfrà o Nissa dla Paja, come veniva chiamata un tempo, rappresenta un importante comune del Monferrato, per anni troppo sottovalutato, sino al recente riconoscimento Unesco come Patrimonio dell’Umanità per il contesto paesaggistico.
La forte vocazione enologica e l’importante Fiera del Bue Grasso, la rendono tappa obbligata per qualsiasi tour del territorio.  
 

Guida Turistica Nizza Monferrato

A ripercorre le origini della città monferrina ci aiuta il suo toponimo. Se alcune versioni ardite quanto fantasiose vorrebbero far derivare il suo nome, un tempo Nice o Nicia, derivante dalla dea greca Nike, per vederla citata in un documento scritto, occorre attendere sin il primo ventennio del 1000( esattamente il 1021), quando la si cita con l’epiteto di villa curte Nicia. Si è soliti, però, farne risalire la fondazione a qualche anno dopo, quando nel 1025 nasce dall’unione degli abitanti di sette castelli, andati distrutti, in una delle tante contese dell’epoca fra Alessandrini e Astesi.
Anche in questo caso, però esiste una leggenda più piccante, che legherebbe la sua origine, ad una rivolta di alcuni terrazzani contro i Signorotti del tempo e la loro pretesa di godere delle beltà della donne in base al discutibile diritto dello “Ius primae noctis“.
Da quel momento la sorte di Nizza sarà quella di essere oggetto di infinite contese: si parte da subito, quando nel 1227,il suo territorio verrà diviso tra Asti e Alessandria, attraverso la creazione di una “villanova” compresa tra il Belbo e il torrente che porta il nome della città. Poi 3 anni dopo, sotto la giurisdizione della sola Alessandria, per divenire dominio del Monferrato, sotto Guglielmo VII, nel 1264, giusto il tempo per ribellarcisi, assieme ad Asti e Alessnadria. Nel frattempo, per non farsi mancare nulla, un assedio subito dall’esercito di Carlo I d’Angio.
Ne seguono quasi due secoli ancora contrassegnati da lotte continue e continui passaggi di proprietà:  ssi parte con il  marchese Manfredo di Saluzzo, per divenire,ad inizio 300′, dominio di Carlo II re di Napoli, sino all’avvento dei Paleologi. Breve parentesi e saccheggio nel 1391, ad opera del  conte d’Armagnac.
Da metà del 400′, la situazione per la piccola cittadina monferrina diviene parzialmente più serena. Le cronache si limitano a ricordarla, a fine 400′ ( nel 1495) per il soggiorno del re di Francia Carlo VIII o per sottolinearne l’accresciuta importanza, tanto da essere citata dallo stesso Pontefice, Clemente VII, che la definirà “oppidum”. Di questi anni la consuetudine di indicarla come Nicea Palearum, dalla frequenza con cui le case venivano ricoperte con steli erbacei essiccati.
Le sue tante ricchezze, zafferano, canapa, lino, cereali e soprattutto la coltivazione del gelso, l’allevamento del baco da seta i fiorenti vigneti, non potevano passare inosservati e così la città diviene bottino di guerra dei Gonzaga. Crescita economica che fa da contraltare ad un’altra epoca di tensioni e battaglie, nel 1613, sotto il comando del cardinale Ferdinando Gonzaga, alleato degli Spagnoli, la città rintuzza gli attacchi delle milizie di  Carlo Emanuele I, duca di Savoia e, per celebrare questa sofferta vittoria, si istituisce la processione nel giorno di San Carlo Borromeo, ancor oggi patrono di Nizza. oggi patrono della città.
La storia medievale, in omaggio alla spregiudicatezza decantata da Macchiavelli, però, è fatta di alleanza che si formano e finiscono, di nemici che divengono improvvisamente alleati, e così ancora Carlo Emanuele, in questa circostanza però supportato dagli Spagnoli, dopo una serie di assedi, riesce a conquistare la città nel 1628, per riperderla, per mano dei Francesi, l’anno seguente.
Le fatiche della resistenza, le conseguenti carestie e il diffondersi di pestilenze, intanto, aveva messo a dura prova Nizza, che, con la pace di Cherasco, passerà a Carlo I duca di Mantova. Inutile dire che si tratterà di una tregua illusoria, che non durà che pochi anni, per poi vedere ricominciare attacchi e saccheggi, in questa eterna contesa franco-ispanica, che porteranno alla distruzione della sua fortezza ( di cui rimangono visibili alcuni sparuti resti), sino alla sua totale distruzione, nel 1647, ad opera degli Aragonesi che la raderanno al suolo. La successiva guerra di successione spagnola, se allenterà la morsa iberica, però, lascerà campo libero a Savoia e Francesi, intenti a contendersi il florido Monferrato.
La partecipazione, anche economica, di Nizza contro i Piemontesi, sarò riconosciuta da Ferdinando Carlo Gonzaga che, in segno di ringraziamento, le attribuirà il titolo di città nel 1704. Via Spagna e a guerreggiare con la Francia, ecco gli Austriaci, ma dal 1708, dopo una breve parentesi napoleonica, con la sua annessione ai Savoia, per Nizza finalmente una certa tranquillità. Tanto che nel 1789, le istanze rivoluzionarie dei vicini transalpini, non trovarono sponda a Nizza, che cacciarono in malo modo gli insorti dei paesi vicini.
L’influenza Savoia regalò a Nizza una insolita serenità che consentì alla città di svilupparsi e ad alcuni suoi cittadini di acquisire fama nazionale. Se fu per merito del cav. Pio Corsi di Bonsasco, che Nizza iniziò un processo di rinnovamento, con tanto di realizzazione di un efficiente rete fognaria e di illuminazione nelle vie pubbliche con lampade a olio, il 1800 sarà ricordato per le cariche politiche di personaggi quali  Vittorio Buccelli e Bartolomeo Bona, le evoluzioni funamboliche in aria di Gian Felice Gino, pioniere dell’aviazione e, soprattutto, l’impero conserviario creato da  Francesco Cirio, i cui prodotti renderanno la città nota in gran parte del mondo.
L’essere stata capitale, nel 1944, della Repubblica Partigiana nell’Alto Monferrato, la violenta alluvione del Tanaro nel 1994 e la sua nomina, in quanto facente parte del Paesaggio vitivinicolo del Piemonte: Langhe, Roero e Monferrato, a patrimonio Unesco, sono le tappe principali della sua più recente storia

Cosa vedere a Nizza Monferrato

Non sorprende che, secondo Trip Advisor, al primo posto tra le cose di vedere assolutamente a Nizza Monferrato vi sia la Cantina di Nizza. Si tratta del polo che raggruppa ben 200 vignaioli che, dal lontano 1995, hanno deciso di valorizzare al meglio la vocazione del territorio, producendo alcune delle più celebri DOC / DOCG del Piemonte, non solo Barbera, ma anche Moscato, Cortese, Chardonnay,  e non ultima, una nuova Denominazione recentemente introdotta, il Nizza DOCG. La visita, naturalmente, si articola in un tour tra le fasi della vinificazione, condita da una escursione tra un universo di botti e l’immancabile finale degustazione, impreziosita di robiole al tartufo e golosi dolci.
Tour altrettanto suggestivi, sempre senza muoversi da Nizza, si possono fare anche alla Cascina La Barbatella, Azienda agricola Ivaldi e la Cantina di S. Evasio o spostandosi solo di qualche chilometro dirigendosi nella vicina Vinchio.

Palazzo Comune Nizza Monferrato

La torre di Nizza e il Palazzo del Comune

Naturalmente anche dal punto di vista architettonico non mancano le attrazioni nella cittadina monferrina. Si parte, in piazza Martiri di Alessandria, con il Palazzo Comunale e l’annessa Torre
(anche se gli abitanti sono soliti indicarla come “el Campanon”), appendice nel corso degli anni impiegata come torre di difesa, campanaria o sede istituzionale. Importante struttura del XIV secolo, anche se oggetto di vari rimaneggiamenti nel corso dei secoli. Non da meno, e in ogni caso valevoli di un salto, Palazzo Crova e De Benedetti. Il primo, costruito su un antico maniero, rappresenta l’esempio di una perfetta residenza nobiliare del 1700, opera dell’architetto Nicolis di Robilant, struttura arricchita da un gradevole giardino; su un lato, da originali fregi con tematiche vegetali ed antropomorfe, fra i piani e a decorare le finestre e che ospita, oggi,  la locale  biblioteca civica,  ma anche le sedi dell’ Enoteca Regionale, della Condotta Slow Food delle Colline Nicesi, del Presidio del Cardo Gobbo di Nizza e, non ultima in termini d’importanza, l’Associazione “Produttori del Nizza – Barbera d’Asti.

Palazzo-Crova-Tartufo

Uno scorcio di Palazzo Crova e del suo giardino

Più antico, invece, Palazzo de Benedetti, databile al 16oo e caratterizzato dalle undici finestrelle ad arco, poste nella sezione superiore, che ne esaltano la linea estetica.
L’edificio ospitava un tempo la sinagoga della locale comunità ebraica, sino al suo smantellamento durante il ventennio fascista. La struttura presenta una preziosa lapide

Il Ghetto degli Ebrei

Nizza ospitò dal 1732 al 1848 la Comunità Ebraica Nicese composta da diciannove famiglie costrette a vivere nel Ghetto per Decreto Reale.
Il Ghetto veniva chiuso ogni giorno, dal tramonto all’alba e nei giorni festivi nell’ora delle Sacre Funzioni.
Nizza non dimentica le famiglie Bedarida, Debenedetti, Fabiani, Foà, Levi, Piazza e tutte le innumerevoli vittime delle persecuzioni subite nel corso di secoli fino alla “shoah” perpetuata dal nazismo durante la seconda guerra mondiale.
Per non dimenticare

a ricordo dei tanti soprusi subiti dagli Ebrei.
Ovviamente, infine, non mancano le attrattive di matrice religiosa. In termini di storia, l’esempio più eclatante visibile, seppur ridotto nelle dimensioni, è rappresentato dall’Oratorio della Santissima Trinità, di fine quattrocento, imperdibile portale ligneo, contenente nella sua sezione superiore, un gruppo scultoreo da cui prende il nome. Probabilmente il sito religioso più importante resta il Duomo locale, la Chiesa di San Giovanni in Lanero, edificato su progetto del solito Robilant e dalle ceneri della preesistente Chiesa di San Giovanni, dalla quale ha ereditato altari e suppellettili. La parte frontale, realizzata ad immagine di un  tempio greco-romano, conserva della vecchia costruzione il solo campanile romanico.

Chiesa S.GiovanniinLanero

Il Duomo di Nizza


Non meno interessante, seppur di foggia barocca, la Chiesa di S. Siro, innalzata nella sua prima struttura addirittura nel 133 e, oggi, conservante al suo interno eleganti stucchi e dorature e due dipinti imponenti come il Cristo Re e la Coena Domini.
Impossibile non citare la Chiesa di S. Ippolito, che della primigenia struttura del 200 non conserva più nulla, essendo stata fortemente rimaneggiata nel corso di 600 e 700 e da vedere anche per l’altare e la tela con Sant’Ippolito sulla parete absidale e quella della Madonna della Neve, nota anche come “Chiesa della Madonna del Bricco”, poiché posta sulla punta di una collina, dove sorgeva un antico castello.

Infine a testimonianza del secolare lavoro fatto dai produttori locali, il Museo Bersano, dove potersi immergere, in una selva di vecchi attrezzi da lavoro, cartine antiche e suggestive stampe ed etichette create rigorosamente a mano,  nella scoperta di origini e unicità di specialità locali come la Barbera, il Cardo gobbo o le carni bovine locali.

Cosa fare a Nizza Monferrato

Sono due le manifestazioni, principalmente, ad attirare l’interesse dei turisti a Nizza Monferrato. A Maggio, da non perdere l’accurata rievocazione Storica dell’Assedio del 1613, mentre nella prima domenica di Giugno, imperdibile la surreale Corsa nelle Botti.
Ovviamente, seppure meno particolari ma comunque tipici nel contesto cittadino,

Dove mangiare a Nizza Monferrato

Inutile sottolineare come non manchino, in una terra così generosa di  prodotti tipici, i ristoranti dove mangiare alla grande, anche se per assaporare dell’ottimo tartufo, conviene spostarsi di qualche chilometro.

 

I Bologna

A Neppure 10 chilometri da Nizza, primo indirizzo da segnalare è quello de I Bologna.
Sulla strada che conduce all’abitato di Rocchetta Tanaro, questa trattoria, solo di nome, dove potrete apprezzare il meglio della cucina monferrina.
Una cucina che si propone di esaltare, in una semplicità voluta, il meglio del gusto della tradizione piemontese, con la consueta selva di antipasti ( tra i quali merita una menzione il tris di peperoni, un’insalatina di carne cruda di Fassone e fiori di acacia e zucchine e foglie di salvia in pastella), dei primi realizzati accuratamente con pasta fatta a mano, secondo una secolare e segretissima ricetta appresa dalla cuoca del castello, immancabili gli agnolotti, ma vi consigliamo anche i ravioli di acacia e ricotta.
Dulcis in fundo, nel solco delle grandi carni locali, l’offerta dei secondi piatti, ricca d manzo pregiato, ma non meno di maialino in delicata glassa di cipolle e addirittura con un pescato degno dei locali costieri, come ad esempio nel caso del filetto di merluzzo accompagnato da verdure autunnali.
Chiusura obbligata per deliziosi dolci ispirati alle delizie del territorio e una cantina ben fornita e adiacente alle sale, dove poter accedere direttamente per scegliere l’etichetta preferita.
Ovviamente, visto il tema del nostro sito, spazio anche al tartufo ( Giacomo Bologna d’altronde ne era un fine conoscitore), assolutamente da provare sui taglioni di Mariuccia, assolutamente imperdibili quando cosparsi da generose grattate.
Inoltre, per chi avesse alzato troppo il gomito, non manca la possibilità di pernottare, al piano superiore, nelle stanze sobriamente eleganti che, dal 2006, arricchiscono l’offerta del ristorante.

Dove Dormire a Nizza Monferrato

Sono molte le possibilità di pernottamento a Nizza Monferrato, spaziando tra hotel, B&B ed Agriturismi.
In termini di hotel veri e propri, riferimento nella cittadina astigiana l’Hotel Doc, struttura accogliente a due passi dal centro e che offre una buona qualità-prezzo. Per maggiori info.  Sempre in posizione comodissima, il Palazzo Centro, ricco di unità abitative, così come strutture ricettive di livello sono anche il resort La Canonica, la casa vacanza I Boidi, Villa Curte Nicia o Cascina dei Giacinti. Non mancano i B&B, tra i tanti ottime le recensioni di Nizza Guest House o La Cascina del Sole, o agriturismi come l’Alba Rossa e o La Tenuta Romana.
Ovviamente sono poi le mille soluzioni, ad una manciata di km. spostandosi solo in direzione di Calamandrana, Castelnuovo Belbo, Agliano o Acqui.
Come dicevamo sopra, per chi si ritrovasse satollo dopo una cena importante, possibilità di trovare ospitalità alla trattoria Bologna. A disposizione, una serie di camere, tutte affacciate su un tipico ballatoio sovrastante  giardino e il profumatissimo orto delle erbe aromatiche, dotat di aria condizionata, minibar e macchina del caffè, e immerse in un intenso profumo di fiori di lavanda.

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